Un tema di sensibilità sociale: il "fine vita"

Cosa ha significato il caso di Dj Fabo?

La questione del “fine vita” è un tema di indiscusso interesse sociale; al di là delle considerazioni e delle valutazioni personali, ritengo sia utile comprendere le pronunce giudiziarie intervenute sul punto, poichè costituiscono i punti di riferimento fondamentali, necessari per affrontare casi delicati come quelli in questione. Cercherò pertanto di esporre semplicemente le motivazioni depositate in data 30 gennaio 2020 dalla Corte d’Assise di Milano in ordine all’assoluzione di Marco Cappato  riguardo la vicenda di Dj Fabo.

Un breve riassunto dei fatti: Marco Cappato era stato rinviato a giudizio per il reato di istigazione o aiuto al suicidio, punito dall’art. 580 c.p. ,per AVER RAFFORZATO il proposito suicida di Fabiano Antoniani (Dj Fabo), tetraplegico a seguito di un incidente stradale, accompagnandolo presso una clinica Svizzera in cui era stato posto in atto il c.d. “suicidio assistito”.

Cos'hanno deciso i Giudici milanesi?
La Corte d’Assise di Milano ha preliminarmente chiesto alla Corte Costituzionale il controllo di costituzionalità dell’art. 580 c.p. nella parte in cui punisce chi aiuti un’altra persona a suicidarsi, senza aver contribuito alla formazione o al rafforzamento della relativa volontà.

La Corte Costituzionale (con sentenza n. 242/19) si è espressa sulla questione, stabilendo effettivamente l’incostituzionalità parziale della norma di cui sopra ed escludendo per ciò la punibilità di chi agevoli l'esecuzione del proposito suicida di una persona colpita da una malattia irreversibile, fonte per lei di sofferenze intollerabili, tenuta in vita meccanicamente, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, purchè tale decisione sia presa dal malato in modo autonomo e libero.

I Giudici Costituzionali hanno anche aggiunto che tutte tali condizioni, specificate nella sentenza n. 242/19, ricorrevano nella vicenda di Dj Fabo.
A seguito di tale sentenza, ritornata la questione nelle mani della Corte d’Assise di Milano, quest'ultima assolveva Marco Cappato. Si legge nelle motivazioni la sussistenza dei presupposti per ESCLUDERE in capo a Cappato l'AGEVOLAZIONE (intesa come aiuto) al suicidio, tanto più che gli stessi presupposti erano stati individuati dalla stessa Corte Costituzionale. La stessa Corte d’Assise ha anche ESCLUSO l’ISTIGAZIONE al suicidio (intesa come formazione o rafforzamento del proposito suicida), poiché la decisione di Dj Fabo era già stata presa dallo stesso in autonomia, libertà e consapevolezza.