Multe da autovelox

Le postazioni mobili autovelox e la tutela dell'automobilista

Con due pronunce a distanza di neppure venti giorni, la Cassazione ha di recente fatto un po' di chiarezza su alcuni requisiti che le postazioni mobili di rilevamento della velocità debbono avere, o forse sarebbe meglio dire, NON debbono avere, considerato il contenuto di dette pronunce.
La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 30207 del 20.11.19, ha stabilito che le postazioni mobili (quelle presidiate da una pattuglia delle Forze dell’Ordine, per essere chiari) non devono essere obbligatoriamente preannunciate da appositi cartelli mobili, essendo sufficienti i cartelli di natura fissa posti lungo la carreggiata ad “adeguata distanza” (mai comunque superiore ai 4 km) dall’apparecchio autovelox.

Con questa ordinanza la Corte ha contraddetto il proprio precedente orientamento, nonché la circolare del Ministero dell’Interno del 07/08/17, che prevedevano per le postazioni mobili l’utilizzo di APPOSITI CARTELLI temporanei di avviso. Tale ordinanza altresì consentiva l’uso dei soli cartelli fissi esclusivamente nel caso in cui il tratto di strada fosse oggetto di sistematica e pianificata attività di controllo.

Pochi giorni dopo, la medesima Corte, con la sentenza n. 32104 del 09.12.19, interveniva anche sulla questione della distanza della postazione di rilevamento dal segnale che impone il limite di velocità. La Cassazione ha specificato che, se per i dispositivi di rilevamento a funzionamento interamente automatico (autovelox fissi) il cartello deve essere posto ad almeno 1 km di distanza dall’apparecchio, per i dispositivi mobili presidiati da un Organo di Polizia questa indicazione non vale.
Per le postazioni mobili è sufficiente che tra il cartello e la postazione via sia una “DISTANZA ADEGUATA, da valutarsi anche sulla base alle condizioni dei luoghi (meteo, luce, traffico, condizioni del fondo, ecc.). Secondo l’impostazione della Corte infatti, la presenza in loco degli agenti rappresenterebbe un elemento ulteriore rispetto al semplice cartello che consentirebbe all’automobilista di avvistare con maggiore anticipo la postazione di rilevamento.

In buona sostanza la Cassazione ha attribuito ampia discrezionalità agli Organi di Polizia circa le modalità ed il luogo di allestimento delle postazioni mobili di rilevamento della velocità; il che desta qualche perplessità sul piano della tutela dell’automobilista, che si trova ad aver a che fare con espressioni estremamente ampie e flessibili quali “distanza adeguata” e la cui interpretazione, alla fine, influisce sulla legittimità o meno della multa.